sesta serata: vicolo primo

La Compagnia di Teatro Stabile VICOLO PRIMO nasce ufficialmente nel 1993, sulla scia della manifestazione “Giochi Rionali Poggiomoianesi”, svoltasi nell’estate del ’92: una serie di competi-zioni di vario genere che vedevano coinvolte squadre composte da appartenenti ad ognuno dei 4 Rioni in cui venne suddiviso il paese per l’occa-sione. Tra le gare in programma erano previsti dei “corti” teatrali allestiti da ogni Rione, che ebbero un clamoroso successo di pubblico. Al termine dei giochi alcuni di quegli attori improvvisati si unirono per fondare una vera e propria compagnia teatrale.
Da allora Vicolo Primo ha iniziato la sua avventura, progredendo nel corso degli anni sia dal punto di vista artistico che da quello organizzativo, facendosi apprezzare nei teatri e nelle piazze non solo della Sabina ma del resto del Lazio, della Toscana, dell’Umbria e delle Marche, riscuotendo successi e riconoscimenti sia di pubblico che di critica, portando in scena opere di numerosi autori come Eduardo Scarpetta, Dario Fo, Enrico Tucci, Ermanno Carana, Luigi Pirandello, Samy Fayad, Nanni Salazar e Vincenzo Salemme, oltre ai testi degli autori “fatti in casa” Giuseppe Braconi e Carlo Gentile.
Quest’ultimo, nel 2013, ha iniziato i corsi di Laboratorio Teatrale rivolti a bambini e ragazzi ai quali, attualmente, partecipano oltre 20 aspiranti attoridai 12 ai 16 anni che si sono già esibiti in pubblico, oltre che per i consueti saggi di fine anno, in occasione della Rassegna 2017. I corsi sono completamente gratuiti, perché la compagnia è convinta che la diffusione della cultura i generale e del Teatro in particolare, non abbia prezzo.
Dal 2014 la compagnia organizzala Rassegna di Teatro Amatoriale che quest’anno (25° di attività) è giunta alla quinta edizione.

Liberamente tratta da “Il malato immaginario” di Molière, dell’originale capolavoro del teatro francese mantiene l’ambientazione e i costumi, spostandone però gli accenti. La vicenda amorosa di Angelica passa in secondo piano, e viene evidenziato, dell’ipocondria del protagonista, un aspetto quanto mai attuale: la facilità con cui molti di noi tendono a credere ciecamente a ciò che ci fa più comodo, senza preoccuparci di verificare le notizie, spesso false, con cui siamo bombardati quotidianamente soprattutto attraverso Internet.
Argante, quindi, potrebbe essere benissimo uno dei tanti che si lasciano ingannare da qualunque cosa trovino sui social network, specialmente dall’enorme quantità di “bufale” che riguardano presunte cure miracolose per qualsiasi malattia.