Prima serata: Il Teatraccio

IL TEATRACCIO DLF nasce a Grosseto nel 1985, con l’intento di far conoscere la cultura napo-letana in terra i Maremma. Quasi per gioco viene portata in sce-na la commedia di Eduardo “Ditegli sempre di sì”, sotto l’abile e paziente regia di Claudio Matta. Grazie al notevole successo riscosso tra il pubblico, si realizzano varie repliche di quel primo spettacolo, sia nella provincia di Grosseto che fuori, ampliando il “gioco” ad orizzonti che sembravano irrangiungibili, cominciando un lungo cammino di formazione con la realizzazione di spettacoli di alcuni tra i più noti autori campani e non, quali Eduardo e Peppino De Filippo, Eduardo Scarpetta, Raffaele Viviani, Samy Fayad, Scarnicci & Tarabusi, Achille Campanile e Gaetano Di Maio.
Nel corso degli anni la compagnia è notevolmente cresciuta, maturando e migliorandosi di spettacolo in spettacolo.; oggi ne fa parte un gruppo eterogeneo di giovani e meno giovani di origini preva-lentemente campane e conta sul valido aiuto di uno staff tecnico composto da truccatrici, costumiste, parrucchiere, montatori, scenografi e tecnici audio-luci: uno staff sempre presente e dinamico che permette, con grande professionalità, di assolvere l’onere tecnico-logistico di cui la compagnia necessita.
La compagnia ha il vanto di aver partecipato a diverse rassegne invernali ed estive di spettacoli teatrali e musicali in Toscana, in Abruzzo, nelle Marche e perfino in Friuli – Venezia Giulia, conseguendo ovunque prestigiosi premi e riconoscimenti sia per i singoli attori che per gli spettacoli nel loro complesso.
Il gruppo, inoltre, si è da sempre distinto come promotore come partecipante ad iniziative organizza-te a scopo benefico da svariate associazioni sia a livello provinciale che nazionale, raccogliendo larghissimi consensi di pubblico.

Non c’è filosofia in questa commedia farsesca di Eduardo, ma la narrazione di un personaggio della vita vera, un “Tal dei Tali” affetto da follia. Tema della farsa è appunto la pazzia, alla quale non si vuole dare qui un rimedio o una norma comportamentale verso il problema, ma semplicemente narrare cosa pensa, come vive e come si comporta un “matto”.
Allora ci si può chiedere: “Ma è un dramma?”; No! Semmai è una tragedia, ma non è nostra, non ci appartiene. Dobbiamo riconoscere che la tragedia vera degli altri diventa farsa quando non tocca a noi. Giudichiamo anche male questa affermazione, ma riconosciamo che la pazzia non l’abbiamo inventata noi.
Divertiamoci, dunque, perché ognuno può trovarselo davanti, un matto vero. E in questo caso, vivendogli vicino, ci può capitare di ridere, di commuoversi e di ridere piangendo.